nn so se i cinesi sono tanti,nn li ho mai contati


Vorrei dedicare un piccolo paragrafo all’analisi delle telefonate qui in Cina, colgo anche l’occasione per ringraziare quelli che ogni tanto mi chiamano :)
Avevo letto da qualche parte che più uno è distante dalla persona che chiama, più il tono di voce è alto…immaginate a che volume possono essere le telefonate che ricevo ;) vi faccio un esempio
“Pronto?”
Io:”Ciao!”
“Pronto?? Pronto?? PRONTOOOOO” (Di solito c’è un ritardo di qualche secondo)
Io: “Pronto mi senti?”
“Ah, adesso si, chi è?” ( è bello essere sempre ricordati, anche se non si torna a casa da un po’ :P)
Io:” Ma come chi è, sono Alice”
“Aaah ciaoo! Ma stai in Italia?” (aaaaaaaaaaaaahhhhh)
Io:“No sto ancora in Cina”
“Ah non ti voglio fa spende soldi, come stai?”
“Bene, ma io non..”
“Ah bene, mi fa piacere, allora stammi bene!”
“Ma io…”
“Grazie che mi hai chiamato eh? Torna presto!”
“Aspettaaaaaa…”
Click.
Allora, io le telefonate internazionali sui fissi NON le pago, quindi uno può stare al tel anche un giorno e mezzo, mi si fonde il pc ma non spendo una lira :)
Poi, per tutti quelli che mi hanno provato a chiamare, ma che si sono spaventati quando hanno sentito una cinese che cantava…lo ammetto ho la risponderia ( o come la definisce Stefania, una di quelle musichette che usano i 15enni), ma a mia discolpa è che me l’hanno data in omaggio quando ho comprato il cellulare :P per disattivarla dovrei tornare al cento China Mobile con il passaporto, e spiegare che non voglio nessuna risponderia (che poi vai a sapè come si dice in cinese), e dargli anche una motivazione valida (e come mai non vuoi una cosa così di moda e gratis??), sempre che le commesse si riprendano dallo shock di avere una lawai che parla cinese!
...no, troppe rogne, meglio avere la musichetta più trendy del momento!
Il viaggio in Giappone è stato interessantissimo, ma fare 200 mila km al giorno e portarsi a spasso uno zaino che pesa come un ippopotamo, un po’ stanca (nonostante io sia forte e agile, OVVIAMENTE :P).
Il 23 sera arriviamo a Tokyo, dove ci vengono a prendere Keiko e Kenichi. Primi problemi organizzativi, non sono sicuri sulla fermata del treno che ci porterà a casa di Keiko (iniziamo bene), finalmente la trovano e dopo 2 ore di cambi arriviamo nella periferia di Tokyo. I genitori di lei carinissimi, specialmente il padre che sembrava un orsetto lavatore :D gentile pure la sorella, che per i giorni successivi è stata schiavizzata come autista ahahah :D
Il giorno dopo ci avevano promesso di portarci nelle onsen, così io e poofi ci vestiamo alla bella e meglio (ovvero scegliamo i vestiti meno pesanti che c’eravamo portati, perché tanto dovevamo arrivare là e farci il bagno, stop).
A parte che prendiamo il treno e comincia a nevicare, poi arriviamo a Nikko, dove c’erano venuti a prendere dei loro amici, e scopriamo che il programma della giornata era pranzo, visita a un tempio, e onsen. Avvertirci un po’ prima no?? Noi tutti leggerini e c’era la neve… vabbè, andiamo a pranzo in un sushi bar (per la gioia di poofi che odia il pesce crudo), dove un simpaticissimo chef nipponico prima ha insegnato a poofi a fare il sushi, poi si è cimentato in giochi di prestigio con le carte :) nel pomeriggio visita al tempio di Nikko, che valeva tutto il freddo che abbiamo preso, seguito da un bel bagno caldo negli onsen (che sono come quelli dei cartoni animati, con gli sgabbellini, le ciotole per versarsi l’acqua addosso) :) la sera siamo stati a dormire a casa di Kenichi, bellina ma pure lì faceva un freddo…il fatto è che non hanno impianti di riscaldamento per i terremoti, così vanno avanti con le stufette. La notte però vanno spente, così la mattina dopo nella stanza dove dormivamo si vedeva l’alito…
Il pomeriggio è passato tra un’okonomiyaki e la visita al museo Ghibli, meraviglioso :D
Keiko e Kenichi sono stati gentilissimi, ma avevano il senso dell’orientamento di uno scoiattolo orbo…noi che li vedevamo, ci siamo pure preoccupati (tipo “Se si perdono loro, noi come faremo??”), poi però il primo giorno da soli, abbiamo capito che era un loro problema :P la sera abbiamo fatto una passeggiata a Shinjiku, e al quartiere a luci rosse :P
Ho anche rivisto dei miei ex compagni di classe, con cui abbiamo cenato.
Il 26, da soli, abbiamo prima visto lo Yasukuni Jinja e il museo militare, poi con Mirko, un amico di poofi, siamo stati a pranzo a Shibuya, e nel pomeriggio abbiamo prima visto il Meiji Jingu, poi abbiamo fatto una passeggiata per Omote Sando, e per finire siamo tornati a Shibuya, pieno di ragazzi e, nel weekend, di cosplayers.
Il giorno dopo avremmo dovuto andare a vedere i dipinti di Hokusai, ma prima le nostre guide ci hanno portato al museo sbagliato, poi siamo arrivati a quello giusto, ma era chiuso per riallestimento :( così abbiamo deciso di fare a Ginza, il quartiere inn di Tokyo :) Dopo cena, ovvero dopo che avevamo fatto 40 volte avanti indietro e impiegato 40 minuti a scegliere un ristorante (immaginate il senso dell’orientamento dei giapponesini applicato alla scelta del ristorante), abbiamo salutato i nostri giappi preferiti (con il dubbio se fossero riusciti a tornare a casa ahaha) e, come è accaduto spesso, alle 11 siamo crollati :P
Il giorno dopo abbiamo preso lo Shinkansen (fighissimo, larghissimo, comodo e pulito) per Kyoto…strada facendo abbiamo perso tutte le foto fatte a Tokyo, dato che si è rotta la memory card (come, è un’altra storia :P).
Kyoto è meravigliosa, tutti templi silenziosi (e in ristrutturazione…ahahah), dove abbiamo avuto anche l’occasione di avere Risa (un’altra mia ex compagna di Pechino), come guida :) Menzione speciale per il tempio Fushimi-inari, particolare per il lungo corridoio di tori.
Dopo 2 giorni a Kyoto siamo andati a vedere il castello di Himeji, anche quello molto bello, mentre il 31 siamo partiti per Nara. In questa città tutti i templi sono all’interno di un parco, al cui interno scorrazzano felici centinaia di cervi liberi :D che non hanno assolutamente paura dei turisti, anzi, si avvicinano, ti odorano, e, se uno non sta attento, ti si mangiano pure il passaporto ahaha :D
Dopo Nara è stata la volta di Hiroshima, una città non bella, ma sicuramente da vedere per tutti quelli che vanno in Giappone, solo per il museo sulla bomba atomica. Qui, infatti, viene spiegata bene la storia della città prima e dopo la bomba, la decisione di non bombardarla durante la guerra per vedere al meglio gli effetti atomici sulle persone e le cose, e le storie di quelli che sono sopravvissuti.
Due cose sono state deludenti: i futon e il cibo. I futon, ovvero i letti che srotoli per terra, a meno che non abbiamo dei materassi alti, sono scomodi… anche perché le coperte non si possono appuntare, e appena uno si muove si scopre tutto. Il cibo perché c’è pochissima varietà: hanno sushi, sashimi, spaghetti in brodo, la zuppa di miso (che in genere è d’accompagnamento), una varietà di cotolette fritte e tempura (con o senza curry), e le okonimiyaki (delle specie di pizzette, fatte con uova, verdure e spaghetti). Dopo 10 giorni che mangiavamo le stesse cose non vedevamo l’ra di mangiare un bel piatto di verdure e della frutta :=
10 e lode, invece, ai trasporti, ma soprattutto ai bagni: a parte essere sempre splendenti, le tazze del gabinetto avevano la tavoletta riscaldata :D :D c’era poi il bidet incorporato, nel senso che spingevi dei pulsanti e, da sotto, usciva un braccetto che ti faceva il bidet :D

Le ultime novità sono che non mi rinnoveranno il contratto (i particolari sono lunghi e penosi, un po’ come una puntata di san remo, meglio tralasciare), quindi dovrò trovare qualcos’altro. In realtà c’è già una proposta da un’azienda cinese, ma ancora non ho preso una decisione.
Per il resto, dopodomani parto per Giappone :D :D :D :D :D :D starò via con poofi 10 giorni in tutto, divisi tra Tokyo, dove staremo da Keiko, Kyoto e Nara. Abbiamo già comprato il Japan Rail Pass, una specie di biglietto inter rail, che consente di prendere tutti i treni in Giappone tranne uno, lo shinkansen più veloce. Non è molto economico, costa 230 Euros, ma se si considera che un biglietto di sola andata Tokyo-Kyoto costa 109 Euro…si può fare :)
Per il resto, Ken-ichi, il ragazzo di Keiko, ci ha già programmato una giornata negli onsen, ovvero delle sorgenti termali (http://it.wikipedia.org/wiki/Onsen) :D
A Tokyo dovremmo anche rivedere dei miei compagni di corso di Pechino, mentre a Kyoto dovrebbe venire Uchida e Risa, altri 2 compagni di classe :)
Per il resto, il tempo si è messo un po’ fresco, che non è nulla in confronto all’Italia, ma essendo senza riscaldamenti, ne risentiamo specialmente la sera. In Cina, infatti, esiste una furbissima legge che stabilisce che tutti gli appartamenti a sud del fiume azzurro non hanno i riscaldamenti. Questo perché al sud fa più caldo. Si ok, ma a Shanghai d’inverno nevica, e stanno senza termosifoni. Pure qui a Xiamen non è simpatico portarsi a spasso le stufette per tutta casa… evviva il Giapponeeee!! :P
(Partendo dal presupposto che in questo momento sono dispersa in una città di cui non so nemmeno il nome nello Jiangxi, che per arrivarci ho preso un aereo con 50 posti, e che i fornitori mi hanno fatto cenare alle 5 e mezza...)
Sabato pomeriggio sembrava una giornata perfetta, avevo dormito 12 ore, ero stata con poofi a fare i massaggi (in realtà me non piacciono molto, perchè dopo un po’ che sto sdraiata mi annoio e voglio fare altro), ma poi ho avuto la malaugurata idea di andarmi a tagliare i capelli :(((( a parte che sono andata da un parrucchiere anche abbastanza caro per la cina ( uno normale costa 50 yuan, quel disgraziato 128), ma poi avevo delle foto su una chiavetta usb, che mostravano chiaramente tagli fino alle spalle. Il parrucchiere, che da adesso in poi chiamerò Edward mani di forbice, con fare esperto mi fa “Si si, ho capito” e si mette a scalare i capelli. Mo io li per li non mi sono resa conto del risultato, tanto che ero anche contenta che mi aveva arricciato tutte le punte all’insù; il giorno dopo mi sono svegliata e mi volevo buttare dal 18 piano :((((( allora, i capelli erano sopra corti 10 cm, ma quelli da metà testa in poi (all’altezza delle orecchie per essere precisi) me li aveva lasciati lunghi, in uno stile cocker (il cane) discutibile. Prima, presa da un raptus, me li sono tagliati io, poi me li ha tagliati poofi, poi, visto che non ne uscivamo, sono andata da un altro parrucchiere, che mi ha fatto un bel taglio di capelli di questo tipo:

Anche io ho la stessa espressione tutte le volte che mi guardo allo specchio...